Ci sono tre problemi a seguito di anche piccoli incrementi della temperatura globale. Innanzitutto 2°C è una valutazione molto ottimistica. Se lo scettico dr Roy Spencer è corretto qui vuol dire che siamo sulla strada di trovarci con qualcosa più vicino a 3.5°C. Se la maggior parte della scienza del Clima è nel giusto avremo 6 °C per una raddoppio della CO2. In secondo luogo se provochiamo ~ 2°C di riscaldamento, taluni scienziati ritengono che feedback come ad esempio lo scioglimento del permafrost potrebbe provocare il rilascio di più gas serra che inciderebbero duramente. I ghiacci e i campioni dei sedimenti suggeriscono che non abbiamo mai sperimentato tali condizioni di caldo negli ultimi 600 mila quindi non siamo certi – ma ciò potrebbe provocare dell’ulteriore riscaldamento.
Infine, 6 °C, la attuale “più attendibile stima” dell’eventuale riscaldamento globale a seguito degli attuali trend della CO2 sembra sottostimata. Comunque il riscaldamento non è distribuito omogeneamente: quando siamo usciti dalla piccola era glaciale la temperatura nei paesi delle aree settentrionali è cresciuta di più che nelle aree equatoriali. Quando si faccia una media sull’intero globo viene fuori che alla fine per una differenza di 6°C per la gente che vive in Nord Europa e Canada la differenza consiste nell’andare in giro con la T shirt oppure avere sopra la testa 1 miglio di ghiaccio.
Il grafico che segue riporta la temperatura degli ultimi 400 mila anni in Antartide dedotta dalle carote di ghiaccio a Vostok. Gli esili picchi some la situazione odierna mentre gli avvallamenti darebbero luogo a emigrazioni forzate di centinia di milioni dalle loro case.Qualche grado di riscaldamento sembra poco, ma può significare molto, e questo e il motivo per il quale gli scienziati cercano di capire quali impatti potrebbero manifestarsi anziché limitarsi a dire “ non sembra poi granché quindi non importa”

Le argomentazioni degli scettici...