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All IPCC definitions taken from Climate Change 2007: The Physical Science Basis. Working Group I Contribution to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Annex I, Glossary, pp. 941-954. Cambridge University Press.

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Il Clima è cambiato anche in passato

Che cosa dice la Scienza...

I cambiamenti naturali del Clima del passato dimostrano che il Clima risente delle alterazioni del bilancio energetico. Se il pianeta accumula calore le temperature globali salgono. Attualmente la CO2 sta causando uno squilibrio a causa dell’aumento dell’effetto serra. Pertanto i cambiamenti climatici del passato dimostrano che il nostro Clima è sensibile alla CO2.

Le argomentazioni degli scettici...

Il clima si modifica sempre. Abbiamo avuto ere glaciali e periodi più caldi durante i quali si potevano trovare alligatori in Spitzbergen. Le ere glaciali sono avvenute con un ciclo di centomila anni durante gli ultimi settecentomila anni, e ci sono stati periodi precedenti che sembrano essere stati più caldi del periodo attuale, nonostante i livelli di CO2 fossero più bassi di adesso. Più recentemente, abbiamo avuto il periodo caldo medievale e la piccola era glaciale. (Richard Lindzen)

Se c'è una cosa su cui possono essere d'accordo tutte le parti del dibattito sul clima, è che il clima è cambiato in modo naturale nel passato. Molto prima del periodo industriale, il pianeta attraversò molti periodi di riscaldamento e di raffreddamento. Questo ha spinto qualcuno a concludere che se le temperature sono cambiate in modo naturale nel passato, molto prima dei SUV e delle TV al plasma, la natura deve essere la causa dell'attuale riscaldamento globale. Questa conclusione è il contrario di quello che la scienza peer-reviewed ha trovato.

Il nostro clima è governato dal seguente principio: quando tu aggiungi più calore al nostro clima, le temperature globali crescono. Al contrario, quando il clima perde calore, le temperature scendono. Si dice che il pianeta è in uno squilibrio energetico positivo. Arriva più energia di quanta ne viene irraggiata verso lo spazio. Questo è conosciuto come forzante radiativo, la variazione del flusso netto di energia al livello superiore dell'atmosfera. Quando la Terra sperimenta un forzante radiativo positivo, il nostro clima accumula calore e la temperatura globale aumenta (non monotonicamente, naturalmente, la variabilità interna aggiunge rumore al segnale).

Quanto varia la temperatura per un dato forzante radiativo? Questo è determinato dalla sensibilità del clima del pianeta. Più sensibile è il nostro clima, più grande è la variazione di temperatura. Il modo più comune di descrivere le sensibilità del clima è la variazione della temperatura globale al raddoppiare della CO2 atmosferica. Cosa significa? La quantità di energia assorbita dalla CO2 può essere calcolata usando i codici di trasferimento radiativo linea-per-linea. Questi risultati sono stati sperimentalmente confermati da misure da satellite e di superficie. Il forzante radiativo prodotto dal raddoppio della CO2 è 3.7 Watts per metro quadro (W/m2) (IPCC AR4 Section 2.3.1).

Così quando parliamo della sensibilità del clima al raddoppio dela CO2, stiamo parlando della variazione delle temperature globali dovute a un forzante radiativo di 3.7 Wm-2. Questo forzante non deve necessariamente provenire dalla CO2. Può arrivare da qualunque fattore che causa uno squilibrio energetico.

Quanto aumenta il riscaldamento se la CO2 raddoppia? Se vivessimo in un clima senza feedback, le temperature globali aumenterebbero di 1.2°C (Lorius 1990). Comunque, il nostro clima ha feedback, sia positivi che negativi. Il feedback positivo più forte è il vapore acqueo. Quando la temperatura aumenta, altrettanto fa la quantità di vapore acqueo nell'atmosfera. Comunque, il vapore acqueo è un gas serra che causa più riscaldamento che porta più vapore acqueo e così via. Ci sono anche feedback negativi - più vapore acqueo causa più nubi che possono avere sia un effetto riscaldante che uno raffreddante.

Qual è il feedback netto? La sensibilità del clima può essere calcolata in base a osservazioni empiriche. E' necessario trovare un periodo in cui si abbiano le temperature registrate e le misure dei diversi forzanti che guidavano la variazione del clima. Una volta che si abbiano la variazione della temperatura e il forzante radiativo, si può calcolare la sensibilità del clima. La Figura 1 mostra un sommario degli studi peer-reviewed cha hanno determinato la sensibilità del clima dai periodi del passato (Knutti & Hegerl 2008).

Figura 1: Distribuzioni e intervalli della sensibilità del clima in base a diverse linee di evidenza. Il cerchio indica il valore più probabile. Le barre colorate spesse indicano il valore probabile (più del 66% di probabilità). Le barre colorate sottili indicano i valori più probabili (più el 90% di probabilità). Le linee tratteggiate indicano la mancanza di un vincolo forte sul limite superiore. Il range probabile dell'IPCC (da 2 a 4.5°C) e il valore più probabile (3°C) sono indicati rispettivamente dalla barra grigia verticale e dalla linea nera.

Ci sono state molte stime della sensibilità del clima basate su misure strumentali (negli ultimi 150 anni). Diversi studi hanno usato il riscaldamento osservato in superficie e negli oceani durante il ventesimo secolo e una stima del forzante radiativo. Sono stati impiegati una varietà di metodi - modelli a complessità semplice o intermedia, modelli statistici o calcoli di bilancio energetico. Anche i dati da satellite per il bilancio radiativo sono stati analizzati per inferire la sensibilità climatica.

Alcune recenti analisi hanno usato il forzante e la risposta, molto ben conosciuti, relativi alle maggiori eruzioni vulcaniche del ventesimo secolo. Alcuni studi hanno esaminato ricostruzioni del paleoclima dell'ultimo millennio o del periodo di cisrca 12000 anni fa in cui il pianeta venne fuori da un'era glaciale (Ultimo Massimo Glaciale).

Cosa possiamo concludere da questo? Abbiamo un numero di studi indipendenti che coprono una serie di periodi, che hanno studiato differenti aspetti del clima e che impiegano diversi metodi di analisi. Tutti forniscono un intervallo largamente consistente di sensibilità climatica con un valore più probabile di 3°C per un raddoppio della CO2.

L'evidenza combinata indica che il feedback netto al forzante radiativo è significativamente positivo. Non c'è alcuna linea di evidenza credibile che fornisca una sensibilità climatica molto alta o molto bassa come migliore stima.

La Co2 ha causato un accumulo di calore nel nostro clima. Il forzante radiativo della CO2 è conosciuto con grande accordo e confermato da osservazioni empiriche. La risposta del clima a questo accumulo di calore è determinata dalla sensibilità climatica.

Ironicamente, quando gli scettici citano la variazione del clima nel passato, in realtà stanno invocando l'evidenza di una forte sensibilità climatica e di un feedback netto positivo. Una sensibilità climatica più alta significa una più grande risposta del clima al forzante dovuto alla CO2. La variazione del clima nel passato in realtà fornisce evidenza che gli umani possono influenzare il clima adesso.

Translation by lciattaglia, . View original English version.



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