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La IPCC non raccoglie un consenso scientifico generalizzato"Indiscutibilmente l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite è stato costituito per costruire il caso scientifico che dimostri che l’umanità è la causa primaria del riscaldamento globale. Un tale obbiettivo è fondamentalmente non-scientifico, in quanto aprioristicamente ostile a qualsiasi ipotesi alternativa circa le cause del cambiamento climatico." (Roy Spencer)
Che cosa dice la Scienza...Gli scienziati componenti dell’IPCC sono esperti nel loro campo ed hanno avuto l’incarico di rappresentare in modo trasparente le risultanze quali emergono da una completa ed aggiornata letteratura scientifica peer reviewed. Conseguentemente i rapporti della IPCC tendono ad essere cauti nelle loro conclusioni. L’impiego dei dati più recenti fa emergere che il cambiamento climatico sta avvenendo in modo più rapido ed accentuato di quanto indicato dalle precedenti previsioni della IPCC.
La IPCC ha riassunto il lavoro svolto da esperti scienziati di primordine in 3 volumi di 1000 pagine ciascuno.
Una delle accuse che vengono rivolte alla IPCC è quella di essere indotta dalla politica ad esagerare il pericolo del riscaldamento globale ed il livello di influenza sul cambiamento climatico attribuibile all’Uomo. Quando si confrontano le previsioni IPCC con i dati osservati, emerge esattamente il contrario. Per esempio la accelerazione nell’uso dei combustibili fossili in atto corrisponde al caso dello scenario peggiore possibile usato dall’IPCC nel AR4 (Copenhagen Diagnosis 2009). Conseguentemente la concentrazione di CO2 atmosferica sta aumentando ad un ritmo 10 volte più rapido di qualsiasi crescita presente nelle carote di ghiaccio negli ultimi 220mila anni
Figura 1: emissioni globali di CO2 da combustibili fossili e produzione di cemento confrontate con gli scenari di emissione IPCC. L’area colorata comprende tutti gli scenari usati dall’IPCC per predire il cambiamento climatico (Copenhagen Diagnosis 2009). Le misure con I satelliti ed I mareografi evidenziano che il liello del mare sta salendo più di quanto previsto. La media di aumento per il periodo 1993-2008 misurata da satellite è 3.4 mm per anno, mentre il IPCC TAR (Third Assessment Report) dava una stima prevista di 1.9 mm per il periodo in oggetto. L’aumento medio attuale del livello del mare è dell’80% superiore alla previsione mediana. Si ritiene che il livello del mare entro il 2100 probabilmente salirà molto di più dei 18-59 cm indicati dall’IPCC AR4
Figura 3: cambiamento del livello marino. I dati dei mareografi sono indicati in rosso, quelli dei rilevamenti da satellite in blu.La banda grigia è relativa alle proiezioni del Rapporto IPCC TAR (Copenhagen Diagnosis 2009). Lo scioglimento estivo dei ghiacci marini dell’Artico è stato molto più accelerato di quanto previsto dai modelli climatici. La superficie deglaciata del mare Artico durante il 2007-2009 è stata del 40% più estesa di quanto previsto dai modelli climatici citati dall’IPCC AR4. Lo spessore del ghiaccio marino dell’Artico è in fase di costante declino negli ultimi decenni. A partire dal 1987 lo spessore è andato diminuendo al ritmo di 57 cm per decennio.
Translation by lciattaglia. View original English version. |
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