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All IPCC definitions taken from Climate Change 2007: The Physical Science Basis. Working Group I Contribution to the Fourth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Annex I, Glossary, pp. 941-954. Cambridge University Press.

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Climate Hustle

La temperatura globale è scesa drasticamente nel 2007

Che cosa dice la Scienza...

Il forte raffreddamento del 2007 è stato causato da marcate condizioni de La Niña, che nel corso della storia hanno dato luogo a simili situazioni di discesa della temperatura globale. Il fenomeno si è accentuato a causa di una concomitante attività solare insolitamente bassa.

Le argomentazioni degli scettici...

Gennaio 2008 ha coronato un periodo di 12 mesi di discesa di temperatura globale in tutti i più rappresentativi indici e database. I database di temperatura globale di HadCRUT, RSS, UAH, e GISS mostrano tutti un netto calo nell’ultimo anno (source: Watts Up With That).

  La pecca di questa interpretazione sta nel voler trarre conclusioni relative ad un cambiamento climatico di lungo termine facendo riferimento ad un periodo di 13 mesi. In particolare quando una gran parte del raffreddamento avviene in un solo mese (Gennaio 2008). Solamente basandosi su periodi come anni o decenni si può ragionevolmente pensare di distinguere dei trends climatici. Altrimenti si corre il rischio di scambiare il tempo meteorologico per il Clima.
In ogni caso alcune importanti questioni rimangono: che cosa ha provocato tale improvviso raffreddamento? ed è forse l’inizio di un trend di lungo periodo?


               E’ il Sole che sta provocando il raffreddamento globale?

La voce diffusa nei blog degli scettici è che la causa risiede nella diminuzione della attività solare. Il Sole attualmente è in suo minimo, il ciclo 23 è appena terminato ed il ciclo 24 stenta a partire. E’ ancora freddo sino a che non parte il ciclo solare.
Comunque una discesa di 0.6°C richiederebbe una marcata riduzione della Irradianza Solare Totale (TSI). Secondo i calcoli teorici di Atmoz, la TSI avrebbe dovuto scendere a 1347.65 Wm-2 per produrre un raffreddamento globale di 0.6°C.  In altri termini 13 Wm-2 di meno rispetto agli attuali livelli. Ciò è ridicolmente grande considerando che i cicli solari variano solamente di circa 1.3 Wm-2.

In alternativa, Camp 2007 adotta un approccio empirico per calcolare la influenza solare sulla temperatura globale. Egli stabilisce che il ciclo solare contribuisce per 0.18°C al raffreddamento globale in relazione al passagggio del Sole da un fase di massima ad una di minima. Usando ancora un calcolo a spanne la TSI dovrebbe scendere di circa 4.3 Wm-2 per dar origine al raffreddamento di 0.6°C.  In ogni caso la TSI occorre che cada in modo considerevole perchè possa essere considerata la causa del raffreddameno del 2007. Vediamo dunque come si è comportato il Sole negli ultimi anni.

 

Figura 2: assieme di TSI e numero di macchie solari (graph courtesy Greg Kopp).

 

Le misure satellitari non evidenziano alcuna particolare caduta della TSI negli anni passati. Invece il ciclo solare segue il solito periodo di 11 anni, leggermente appiattito quando raggiunge il suo massimo. Allora se il Sole non è la causa, quale altra causa può esserci?


                                   La Niña – il probabile colpevole

Attualmente l’Oceano Pacifico è nella fase di La Niña phase. Durante La Niña, la risalita di acque fredde raffredda vaste aree del Pacifico equatoriale. Ciò ha l’effetto di raffreddare la atmosfera. Durante l’episodio de La Niña del 1999, le temperature globali scesero di circa 0.5°C.
Il  Southern Oscillation Index (SOI) è un indicatore de  La Niña. Valori positivi del SOI corrispondono alla fase La Niña. Nel 2006,
l’Oceano Pacifico era nella fase di El Niño phase (SOI negativo). Comunque a fine 2006 El Niño si stabilizzò e a metà 2007 transitò nella fase La Niña.  La Niña raggiunse il suo picco nel Gennaio 2008 risultando La Niña più intensa dal 1999. Nell’area est- Pacifico le temperature supeficiali del mare erano 2 gradi più fredde del normale in una area delle dimensioni degli Stati Uniti.

 

Figura 3: Southern Oscillation Index- SOI,  (graph courtesy bom.giv.au).


 

Translation by lciattaglia, . View original English version.



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